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Efficienza energetica in azienda: obiettivo primario e obbligo di legge da raggiungere con l’aiuto di professionisti certificati

Nov. 23 2022

Pur di capitale importanza per il normale prosieguo della vita nelle nostre società, di energia si parla soprattutto quando si presenta una crisi e, il conseguente aumento dei prezzi. Così è stato questo 2022, segnato soprattutto da notevoli rialzi del costo del gas, conseguenza dell’aggressione russa in Ucraina.
Una situazione la cui risoluzione richiederà tempo; infatti, i dati previsionali diffusi trimestralmente da Arera (Autorità di regolazione per Energia, Reti e Ambiente) mostrano che anche il quarto trimestre 2022 sarà caratterizzato dall’incremento dei prezzi dell’energia sia per l’elettrico che per il gas. Si tratterà di aumenti importanti, che arriveranno anche ad un +100% e che è difficile contenere nonostante le iniziative del Governo o della stessa Arera.

Non dimentichiamoci che ad agosto il prezzo del gas al mercato TTF di Amsterdam ha superato i 300 euro a megawattora e cioè dieci volte in più di quanto veniva quotato nel gennaio 2021.
Ciò comporta costi esorbitanti che – come raccontano quotidianamente i media – rischiano di portare al fermo produttivo o addirittura alla chiusura di un numero sempre più alto di aziende, con danni pesanti al tessuto economico e sociale di quelle nazioni più esposte all’aumento dei prezzi perché energicamente dipendenti in buona parte da Paesi terzi. Una condizione che, purtroppo, interessa da vicino anche l’Italia.
Tuttavia, le imprese, specie quelle energivore, hanno sempre il dovere e la convenienza nel ricercare soluzioni di efficientamento e risparmio energetici, al di là della congiuntura particolarmente critica.
Solo attraverso interventi ragionati, duraturi e studiati sul profilo di consumo proprio di ogni soggetto sarà possibile arrivare a risultati apprezzabili.

Un lavoro che – va da sé – non può essere improvvisato ma necessita dell’intervento di un tecnico come l’EGE o Esperto in Gestione dell’Energia certificato CEPAS. Infatti, questa figura professionale, regolata e certificata secondo la norma UNI CEI 11339:2009, ha il compito aiutare le organizzazioni aziendali – quale che sia la loro grandezza, attività o complessità – a gestire l’energia in modo efficiente. A seconda della tipologia di impresa e di attività, è possibile fare riferimento ad un EGE civile, le cui competenze vengono applicate in ambito civile e della Pubblica Amministrazione, oppure ad un EGE industriale, specializzato nel settore industriale e nei processi produttivi. Ma per quali attività è necessario avvalersi di un EGE?

L'EGE, professionista certificato CEPAS, è formato per:

  • redigere la diagnosi energetica
  • gestire la contabilità energetica analitica ed operare la conseguente valutazione dei risparmi ottenuti
  • analizzare gli aspetti tecnico-economici e di fattibilità degli interventi e della valutazione dei rischi
  • verificare e gestire i sistemi energetici mediante l’ottimizzazione degli impianti
  • individuare e attuare programmi di sensibilizzazione e di promozione dell’uso efficiente dell’energia

In Italia ad oggi vi sono 1.674 EGE certificati (fonte Accredia) ma il loro numero è destinato ad aumentare.  E per almeno due ragioni. Oltre la sempre maggior importanza di applicare soluzioni efficienti, vi sono obblighi di legge che impongono ad alcuni soggetti industriali e alla PA il monitoraggio dei consumi e del livello di efficienza energetica della propria attività. Per le prime vale quanto previsto dal D.Lgs 102/2014, mentre per la seconda  quanto stabilito dal D.Lgs 115/2008.

Come spiega Emanuele Projetti – Responsabile Mantenimento dei Sistemi di Gestione in  un’importante azienda italiana nel settore energetico ed EGE civile ed industriale certificato CEPAS – “nella maggior parte dei casi, gli EGE sono professionisti esterni all’azienda che vengono interpellati periodicamente quando ve n’è bisogno. Tuttavia, un’azienda che vuole adottare una strategia efficace con risultati concreti  nel  medio-lungo periodo dovrebbe dotarsi di un EGE inserito stabilmente nel proprio organico. Inoltre, unendo competenze tecniche a conoscenze su tematiche e cogenze ambientali, economico-finanziarie, gestionali e di comunicazione, la figura di EGE può essere associata - ed in alcune realtà aziendali complesse è auspicabile che lo sia - a ruoli come il Responsabile del Sistema di Gestione dell’Energia (nell’ambito della norma ISO 50001) e l’Energy Manager (figura individuata ai sensi della Legge 10/91)”.

Ma come si diventa EGE? Per diventare Esperto in Gestione dell’Energia certificato CEPAS, il candidato dovrà soddisfare alcuni requisiti quali: avere un titolo di studio pari ad almeno il diploma di scuola media superiore e aver maturato attraverso l’esperienza lavorativa pregressa capacità manageriali o tecniche nel settore dell’energia nell’ambito nel quale si andrà ad operare (settore civile o industriale). Per perfezionare le proprie conoscenze in vista dell’esame di certificazione il professionista potrà frequentare un corso preparatorio, erogato da un soggetto accreditato, come quelli proposti da Bureau Veritas Italia. Mentre, per conseguire il titolo, il candidato è tenuto a sostenere un esame di “Certificazione di Esperto in Gestione dell’Energia (EGE)”. L’esame, somministrato da un soggetto di terza parte riconosciuto, come Cepas, si compone di due prove scritte ed una orale che verificano le conoscenze nello specifico settore di certificazione.

La certificazione EGE rilasciata da CEPAS attesta le competenze della figura professionale che si occupa della gestione efficiente dell’uso dell’energia. Dopo aver conseguito l’esame, l’EGE potrà redigere le diagnosi per analizzare gli aspetti energetici dei processi produttivi delle aziende, così come quelli per la climatizzazione in campo civile e terziario, e anche per il settore dei trasporti.