Ergonomia in ambito lavorativo: occorrono professionisti competenti (e certificati)
Gen. 29 2025
MAGAZINE
LA SEMPRE MAGGIORE IMPORTANZA DELL'ERGONOMIA IN AMBITO LAVORATIVO
La crescente attenzione verso la salute, la sicurezza e il benessere, unita alle sfide tecnologiche e organizzative, ha reso l'ergonomia sempre più protagonista, un elemento determinante in grado di migliorare le prestazioni in molti ambiti della nostra esistenza. Ottimizzando l'interazione tra le persone e il loro ambiente, l’ergonomia gioca un ruolo rilevante anche nei contesti lavorativi dei quali vuole aumentare il benessere, la sicurezza e l'efficienza.
E al lavoro – com’è noto – passiamo una buona porzione del nostro tempo: più di 1.500 ore all’anno secondo i dati OCSE (2022) relativi a lavoratrici e lavoratori del nostro Paese.
L'ergonomia sul posto di lavoro è la disciplina che si occupa di progettare e organizzare il lavoro, i luoghi e le attrezzature per adattarli alle capacità e ai limiti delle persone. L'obiettivo principale è migliorare il benessere dei lavoratori, aumentando al contempo la produttività e riducendo il rischio di infortuni o di altre tipologie di disturbi nei diversi contesti lavorativi. Essa, infatti interviene su ambiti quali la prevenzione dei rischi fisici, l’ottimizzazione delle attrezzature, il comfort e il benessere psicofisico. Maggiori dettagli sono illustrati nell'infografica di seguito riportata:

Gli ambiti dell’ergonomia
Tra gli ambiti di intervento in cui si divide l’ergonomia se ne possono menzionare tre principali: Ergonomia Fisica, Ergonomia Cognitiva ed Ergonomia Organizzativa.
ERGONOMIA FISICA
La prima si concentra sullo studio delle interazioni fisiche tra le persone e il loro ambiente di lavoro. Tra le questioni di cui si occupa vi sono la postura e il posizionamento, i cosiddetti movimenti ripetitivi, il sollevamento e movimentazione dei carichi, la progettazione delle attrezzature, il layout del posto di lavoro e in generale l’ambiente fisico.
ERGONOMIA COGNITIVA
La seconda considera l'interazione tra le capacità cognitive dell'essere umano e gli elementi del sistema di lavoro. Si occupa di progettare processi, strumenti e ambienti in modo che siano compatibili con i limiti e le capacità cognitive delle persone, migliorando il loro benessere e la loro efficienza. Tra gli aspetti a cui rivolge particolare attenzione vi sono: il carico mentale, l’elaborazione delle informazioni, la progettazione di interfacce uomo-macchina, la memoria e l’attenzione e i processi decisionali.
ERGONOMIA ORGANIZZATIVA
Infine, la terza – quella organizzativa – si focalizza sull'ottimizzazione dei sistemi lavorativi dal punto di vista organizzativo, considerando aspetti come la struttura dei processi, le politiche aziendali, la comunicazione, il coordinamento e la gestione del lavoro. L'obiettivo principale è migliorare l'efficienza, il benessere dei lavoratori e il rendimento complessivo dell'organizzazione.
quali sono i vantaggi di Scegliere soluzioni basate sull’ergonomia?
Come ricorda Raffaele Di Benedetto, Fondatore e Direttore del Centro Italiano di Ergonomia-CIE,
“Scegliere soluzioni basate sull’ergonomia comporta dei benefici tangibili, misurabili e duraturi. Essa è, sempre di più, una necessità per affrontare le sfide del presente e del futuro, garantendo equilibrio tra salute, sicurezza e produttività.”
Innanzitutto, permette di intervenire sui problemi di salute, con il combinato di prevenzione e riduzione dei disturbi fisici (principalmente di natura muscoloscheletrica) e mentali (stress e sovraffaticamento). Secondariamente essa guida la progettazione di attrezzature e ambienti, in maniera che diventino il più possibile conformi, confortevoli e adatti allo scopo per il quale sono pensati perché capaci di apportare un reale benessere a chi li deve utilizzare e abitare.Inoltre, essa interviene sull’ottimizzazione dei processi e dei flussi di lavoro, efficientando e meglio coordinando persone, macchinari e sistemi tecnologici. Ancora, l’ergonomia è in grado di incidere sui costi aziendali, grazie a una diminuzione delle assenze per malattia, alla riduzione degli errori umani (merito di un migliore e più specifico design dei sistemi e delle interfacce, per esempio) e – come già detto – a una maggiore produttività.
Infine, ma non certo per importanza, va ricordato l’effetto positivo che ha un approccio ergonomico sul benessere globale dei dipendenti, (meno stress e disagio psicologico) sulla loro motivazione e sulla soddisfazione per quanto stanno facendo. Non bisogna sottovalutare, poi, i cosiddetti danni reputazionali derivanti da una cattiva gestione dell'ergonomia sia all’esterno dell’azienda che al proprio interno (nei dipendenti).
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LA NORMATIVA
Per un’organizzazione aziendale, l’adozione di un approccio orientato sull’ergonomia non è solo una scelta lungimirante, ma è anche un obbligo di legge. Essere conforme rispetto alle normative vigenti, serve anche ad evitare sanzioni e, talvolta, conseguenze legali più gravi, sia in sede civile che penale.
In Italia, le leggi sull'ergonomia sono principalmente integrate nel Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro (D.Lgs. 81/2008), che obbliga i datori di lavoro a valutare e gestire i rischi ergonomici. In particolare, l’Articolo 15 prevede misure per eliminare i rischi alla fonte e adottare strumenti ergonomici.
A questa legge si affiancano differenti Norme ISO su questioni tanto generali come specifiche quali Principi generali di ergonomia e antropometria, sovraccarico biomeccanico, lavoro d’ufficio con videoterminali, sicurezza del macchinario, progettazione accessibile, interazione uomo-sistema, carico di lavoro mentale, ambiente termico, progettazione Ergonomica di Centri di Controllo ed ergonomia del software. -
Le figure professionali
L’ergonomia del lavoro è un ambito nel quale il risultato spesso giunge grazie alla collaborazione di più professionisti, chiamati a trovare le soluzioni più adatte per affrontare al meglio gli aspetti fisici, cognitivi e organizzativi. Per questa ragione le figure professionali che vi operano hanno competenze e ruoli molto differenti (si va dai medici del lavoro, ai progettisti fino agli psicologi).
Tuttavia, se invece si considera l’aspetto prettamente normativo dell’ergonomia in ambito lavorativo, le professionalità coinvolte sono almeno cinque.
Innanzitutto, l’Ingegneria industriale che analizza e ottimizza sistemi, processi e risorse per massimizzare efficienza, qualità e sostenibilità. Nei luoghi di lavoro, si integra con l’ergonomia per adattare ambienti, strumenti e attività alle capacità umane, migliorando sicurezza, comfort e produttività complessiva.
Altra figura è quella dei Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), figura obbligatoria nelle aziende italiane, nominata ai sensi del D.Lgs. 81/2008. Si occupa di valutare i rischi ergonomici e proporre misure correttive per migliorare la salute, la sicurezza e il comfort sul posto di lavoro.
Vi sono poi Tecnici della prevenzione che collaborano con l'RSPP e altri esperti per monitorare e valutare i rischi legati all'ergonomia. Essi eseguono analisi sul campo, utilizzando strumenti come questionari, check-list e software di valutazione.
Seguono i Formatori per la sicurezza e l’ergonomia. Il loro lavoro prevede l’organizzazione di corsi e sessioni di formazione per insegnare ai lavoratori le corrette pratiche ergonomiche e sensibilizzare i dipendenti e i dirigenti sull'importanza dell'ergonomia.
Infine, ci sono gli ergonomi professionisti, ovvero specialisti certificati nell'applicazione dei principi ergonomici. Essi possono avere una formazione in ingegneria, psicologia, fisioterapia, medicina o design industriale. Si occupano di analizzare e progettare postazioni di lavoro, strumenti e processi per renderli compatibili con le capacità fisiche e cognitive delle persone.
La certificazione di cepas
CEPAS certifica i professionisti del settore secondo la norma UNI 11934:2024 “Attività professionali non regolamentate - Ergonomo - Requisiti di conoscenza, abilità, autonomia e responsabilità”.
In particolare, sono previsti i seguenti livelli di certificazione:
- Ergonomo di base
- Ergonomo
Un Ergonomo in possesso della certificazione CEPAS ha le competenze per:
- Analizzare, valutare e progettare i molteplici aspetti che sovrintendono l'interazione tra l'uomo, la macchina e l'ambiente, elementi costitutivi di un sistema dato o in corso di progettazione;
- definire soluzioni valide per migliorare il benessere psico/fisico degli operatori contestualmente alla performance, all'efficienza generale del sistema ed al benessere negli ambienti di lavoro e di vita.
Sui valori di serietà e affidabilità si fonda la partnership tra CEPAS e CIE. L’obiettivo condiviso è quello di promuovere l’eccellenza professionale e assicurare che gli Ergonomi certificati in Italia possano operare con competenze verificate e riconosciute.