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Qualificare la formazione: l’esperienza di UNINFORM

Set. 9 2026

UNINFORM RACCONTA IL PERCORSO DI QUALIFICA DEI CORSI DI FORMAZIONE INTRAPRESO CON CEPAS

In un mercato formativo sempre più articolato, distinguere un percorso di qualità richiede criteri chiari, evidenze documentate e processi sottoposti a verifica.

Con questo obiettivo, UNINFORM Group ha scelto di qualificare alcuni dei propri corsi attraverso CEPAS, affidandosi a una valutazione indipendente del progetto didattico, dell’organizzazione e delle modalità di erogazione.

A raccontare le motivazioni e gli effetti di questa scelta è Giovanni Giordano, Direttore e Socio Fondatore dell’Istituto.

Rendere riconoscibile la qualità della formazione

Qualificare un corso significa sottoporlo a un processo di valutazione basato su criteri definiti e verificabili. L’analisi prende in considerazione diversi aspetti del percorso formativo, tra cui la progettazione didattica, i requisiti dei docenti, le modalità di erogazione e i sistemi adottati per valutare gli apprendimenti.

Quale esigenza vi ha portato a richiedere la qualifica dei vostri corsi?

"Operiamo nell’alta formazione dal 1996, in un mercato nel quale la denominazione “master” non è tutelata e può riferirsi a percorsi molto diversi per struttura, durata e contenuti. Per i candidati chiamati a scegliere e per le aziende interessate a valutare le competenze dei diplomati, questa eterogeneità può rappresentare una difficoltà concreta.

Abbiamo quindi individuato nella qualifica di terza parte una risposta coerente: non un semplice riconoscimento, ma un impegno strutturato sulla progettazione didattica, sui requisiti dei docenti, sulle modalità di erogazione e sulla valutazione degli esiti.

Abbiamo scelto CEPAS per la riconoscibilità del brand che stimiamo da anni, ma soprattutto perchè adotta un approccio basato su processi, verifiche ed evidenze documentali. Per una scuola che forma anche auditor e professionisti della qualità, sottoporre i propri percorsi allo stesso principio di verifica rappresenta innanzitutto una scelta di coerenza."

Un processo che rafforza l’organizzazione

La qualifica non si esaurisce nel riconoscimento iniziale. Il mantenimento dei requisiti e le verifiche periodiche favoriscono una gestione continuativa della qualità, sollecitando l’ente a riesaminare programmi, strumenti e risultati.

In che modo la qualifica ha inciso sul vostro modo di lavorare?

"Il cambiamento più significativo ha riguardato il lavoro interno. La documentazione è diventata un vero strumento di gestione: gli obiettivi di apprendimento sono stati esplicitati, la coerenza tra programma, prove di valutazione e competenze in uscita è diventata verificabile, mentre i feedback ricevuti dalle aziende durante gli stage sono stati inseriti in un sistema strutturato.

Le verifiche periodiche definiscono inoltre un ritmo costante di revisione. Questo ci ha consentito, ad esempio, di integrare rapidamente i contenuti legati all’intelligenza artificiale nei piani di studio. Quando il processo di aggiornamento è formalizzato, anche l’innovazione didattica può essere introdotta con maggiore tempestività e consapevolezza."

Un riferimento trasparente per candidati e aziende

Per un ente di formazione, rendere verificabili le caratteristiche della propria offerta significa agevolare un confronto più consapevole con tutti gli interlocutori.

La qualifica non sostituisce l’esperienza maturata, i risultati raggiunti o le relazioni costruite nel tempo. Offre, tuttavia, un riferimento indipendente rispetto alla coerenza tra quanto progettato, quanto effettivamente erogato e quanto attestato al termine del percorso.

Quale impatto avete osservato nella relazione con candidati e aziende?

"La qualifica interviene sulla credibilità verificabile dell’offerta. Nel nostro caso si inserisce in un percorso costruito in trent’anni: la prima edizione dei nostri master risale al 1996, la rete dei partner comprende oltre 750 imprese e il Master Quality ha raggiunto la 93ª edizione, con più di 3.800 allievi formati. Questi risultati rappresentano la nostra storia. La qualifica aggiunge la possibilità di affidare a un soggetto terzo la verifica di quella parte del lavoro che, diversamente, rimarrebbe autodichiarata. Nel confronto con i candidati, ciò favorisce domande più precise e scelte maggiormente consapevoli. 

La presenza in un registro pubblico consultabile permette inoltre di verificare autonomamente il riconoscimento ottenuto. Anche le aziende partner, spesso già abituate a operare attraverso sistemi di gestione e processi certificati, comprendono immediatamente il perimetro della verifica. Questo consente di concentrarsi più rapidamente sui contenuti e sugli obiettivi del progetto formativo."

Consultabile gratuitamente, il Registro Pubblico dei Corsi Qualificati CEPAS offre agli stakeholder uno strumento ulteriore di trasparenza. 

Dalla qualità dichiarata alla qualità verificata

La qualificazione di un corso consente di compiere un passaggio sostanziale: rendere la qualità del percorso non soltanto affermata, ma documentata, verificabile e mantenuta nel tempo.

Come sintetizzereste il cambiamento introdotto dalla qualifica?

"Prima la nostra qualità era una promessa credibile, sostenuta dai risultati raggiunti. Oggi è anche un processo documentato, verificato periodicamente da un soggetto indipendente e supportato da un impegno costante al mantenimento."

L’esperienza di UNINFORM mostra come la qualifica possa diventare parte integrante del sistema di gestione di un ente di formazione. Non un traguardo formale, quindi, ma un metodo per presidiare la progettazione, sostenere l’aggiornamento dei contenuti e rendere più trasparente il valore del percorso proposto.

In ambiti che spaziano dalla sanità al digitale, dalla sostenibilità alla protezione dei dati, adottare un modello di verifica indipendente significa offrire al mercato elementi chiari e documentati, rafforzando nel tempo l’affidabilità dell’offerta formativa.

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