INTERVISTA A IRENE SARPATO: DIVERSITY, EQUITY, INCLUSION AND CULTURE EXPERT DI HEINEKEN
Un’intervista che spiega in modo chiaro come la Certificazione CEPAS come DE&I Manager attesti le competenze e le allinei a standard riconosciuti, rafforzando metodo, autorevolezza e misurabilità dei risultati.
Si entra nel merito del ruolo in azienda, della cassetta degli attrezzi necessaria e delle criticità più frequenti, mostrando come tradurre la strategia DEI in azioni e metriche concrete.
Leggi l'intervista a Irene Sarpato
Irene, congratulazioni per aver ottenuto la Certificazione di Competenze come Diversity, Equity & Inclusion Manager da CEPAS. Cosa ha rappresentato per lei questo traguardo professionale?
"La certificazione CEPAS, una terza parte qualificata e accreditata, è per me sia un punto di arrivo che un nuovo inizio: riconosce il percorso che ho svolto finora in ambito DE&I e mi permette di far evolvere le mie competenze, allineandole agli standard internazionali come la UNI ISO 30415:2021."
Perché ha scelto di intraprendere il percorso di certificazione con CEPAS?
"Il ruolo di DE&I Manager in Italia è ancora poco definito, mancano criteri di selezione standardizzati e omogenei e spesso è abbinato ad altri ruoli HR. Quindi, ad oggi, le persone che ricoprono questo ruolo hanno background eterogenei e profili assai diversi tra loro. La certificazione offre una struttura solida e un metodo rigoroso, in linea con le norme ISO, contribuendo a uniformare le competenze e a dare maggiore credibilità al ruolo."
Qual è il suo ruolo come Diversity, Equity & Inclusion and Culture Expert in un'azienda come Heineken?
"In Heineken Italia il ruolo di DE&I and Culture Expert è guidare il cambiamento culturale: contribuisce attivamente a creare un ambiente inclusivo, accessibile e accogliente dove ogni persona può esprimere il proprio potenziale, a qualunque livello dell’organizzazione. In questo senso, DE&I non è solo la responsabilità di un singolo ruolo o di un team: è una responsabilità condivisa e una leva strategica che diffonde valore in tutta l’azienda, che permette di anticipare i bisogni delle persone, interpretarli fino in fondo e rafforzare la capacità di Heineken di essere pioniera nella crescita sostenibile, nella valorizzazione delle persone e nella costruzione di una cultura aperta e inclusiva."
Quali sono le competenze chiave che un professionista della DEI deve possedere?
"Il set di competenze trasversali e tecniche è veramente ampio: consapevolezza culturale, empatia, pensiero critico, problem solving, comunicazione, gestione dei conflitti, orientamento al cliente interno, capacità di relazionarsi con diversi stakeholders, dai membri del CdA alla popolazione di blue collars, analisi dati, project management, conoscenza normativa, mentoring e facilitazione. È una palestra continua per arricchire la propria cassetta degli attrezzi e generare impatto positivo."
Quali sono le sfide principali che si possono incontrare nel lavoro quotidiano?
"Le sfide più comuni riguardano l’ingaggio e il coinvolgimento della popolazione non impiegatizia, che lavora su turni nei siti produttivi, nei negozi o che è costantemente in viaggio sul territorio per incontrare i e le clienti.
A queste sfide, ben note a chi fa questo lavoro, nel difficile contesto macroeconomico e politico attuale, si aggiungono anche il rischio che i programmi DEI siano ridimensionati o sospesi in attesa di tempi migliori e la delega dei programmi DEI alla sola funzione HR. Mai come adesso è invece importante mantenere ferma la barra e rinnovare l’impegno condiviso e a lungo termine dall'alto verso il basso, continuando a fare formazione su temi complessi come il privilegio, i pregiudizi inconsci, le discriminazioni, e traducendo le strategie in azioni concrete, superando resistenze e promuovendo sicurezza psicologica."
Quali consigli darebbe a chi vuole intraprendere una carriera nella DEI?
"Consiglierei di investire sempre nella propria formazione, bilanciando le competenze trasversali con le competenze tecniche, in particolare la conoscenza del settore aziendale, l’analisi di dati, la misurazione dell’impatto e la conoscenza di leggi e norme, che richiede un aggiornamento continuo. È molto importante anche sviluppare la propria capacità di interagire con stakeholders molto diversi tra loro e di influenzarli positivamente, portandoli a vedere ciò che vediamo noi. È molto utile anche confrontarsi con altrə professionistə."
Come vede il futuro della DEI nelle organizzazioni italiane?
"Credo che la DEI, in Italia e non solo, si stia lentamente spostando verso un approccio più strategico e integrato, abbandonando le iniziative isolate di sensibilizzazione o progetti verticali su una sola dimensione, per diventare un pilastro della cultura aziendale, guidato da dati e metriche per misurare l'impatto e comprensivo di ogni aspetto che rende le persone uniche, per creare una employee experience eccellente, una crescita sostenibile del business, rafforzare la capacità di attrarre talenti con background diversificati e migliorare il clima interno, contribuendo così a costruire fiducia nelle organizzazioni e influenzando positivamente creatività e qualità del lavoro."
CEPAS è a disposizione per fornirti informazioni aggiuntive sulla certificazione Diversity, Equity & Inclusion Manager e Diversity, Equity & Inclusion Specialist!