I CRITERI AMBIENTALI MINIMI RENDONO LA SOSTENIBILITÀ UN REQUISITO TRASVERSALE NEGLI APPALTI PUBBLICI E VALORIZZANO LE COMPETENZE DI CHI SA APPLICARLI
I Criteri Ambientali Minimi (CAM) rappresentano oggi uno degli strumenti più efficaci per integrare la sostenibilità negli appalti pubblici. Non si tratta di semplici indicazioni, ma di requisiti ambientali definiti per le diverse fasi del processo di acquisto, con l'obiettivo di individuare prodotti, servizi e soluzioni in grado di garantire migliori prestazioni ambientali lungo l'intero ciclo di vita.
La loro applicazione è strettamente legata al Green Public Procurement (GPP) e al ruolo della Pubblica Amministrazione nel promuovere modelli di consumo, progettazione e produzione più sostenibili. In questo contesto, i CAM contribuiscono a orientare il mercato verso materiali, tecnologie e processi a ridotto impatto ambientale.
Cosa significa applicare i CAM in modo trasversale?
Il principio della trasversalità dei CAM prevede che la sostenibilità venga considerata in modo sistematico negli appalti pubblici, indipendentemente dall'importo o dalla tipologia della procedura. Il Codice dei contratti pubblici stabilisce infatti l'obbligo di applicare le specifiche tecniche e le clausole contrattuali previste dai CAM all'intero valore dell'appalto.
I criteri ambientali non riguardano una sola fase del contratto, ma intervengono nella progettazione, nell'affidamento, nell'esecuzione e nella gestione dell'opera o della fornitura. La sostenibilità diventa così un elemento strutturale del bando e del contratto, influenzando le scelte tecniche, i materiali utilizzati, le prestazioni richieste e le modalità di verifica.
Perché il ciclo di vita è la chiave della sostenibilità?
La sostenibilità si misura nel tempo. Per questo motivo, nell'ambito dell'edilizia e dei lavori pubblici, l'attenzione non si concentra più esclusivamente sulla fase di costruzione, ma considera anche la gestione, la manutenzione e la dismissione dell'opera.
I CAM richiedono infatti un approccio che valuti gli impatti ambientali lungo l'intero ciclo di vita, dalla progettazione fino alla fine dell'utilizzo del bene o dell'infrastruttura. In questo scenario, assumono valore anche competenze legate alla gestione razionale e sostenibile dell’energia, proprie dell’Esperto in Gestione dell’Energia (EGE), figura che contribuisce al miglioramento delle prestazioni energetiche e alla valutazione dei risultati nel tempo. Inoltre, strumenti e metodologie come il Building Information Modeling (BIM) possono offrire un supporto significativo, consentendo una gestione più integrata e coerente di informazioni, prestazioni e dati tecnici.
CAM, EGE e BIM sono acronimi tecnici, ma condividono un obiettivo molto concreto: progettare e realizzare opere capaci di mantenere elevate prestazioni ambientali non solo al momento della costruzione, ma durante tutta la loro vita utile.
Quale ruolo hanno i professionisti certificati?
L'applicazione efficace dei CAM richiede competenze specialistiche, aggiornamento normativo e la capacità di tradurre i requisiti ambientali in soluzioni progettuali e operative concrete.
In questo contesto, la certificazione CEPAS di Esperto CAM in Progettazione Sostenibile, accreditata da ACCREDIA, valorizza competenze verificate e riconosciute dal mercato.
Negli appalti pubblici, tale certificazione può inoltre rappresentare un elemento premiante, identificando professionisti in grado di applicare correttamente i Criteri Ambientali Minimi nei diversi contesti progettuali e contrattuali.
È proprio dalla capacità di trasformare gli obblighi normativi in scelte sostenibili e misurabili che nasce il valore della competenza professionale, come dimostrano le esperienze dei professionisti protagonisti di questo approfondimento.